HISTORY

sognatore di navi

Poco più che bambini, sospesi in cielo come farfalle danno lustro alle mastodontiche prue consumate da miglia navigate.
Prodighi a curare le ferite del guscio di legno che mostra i segni delle sue sofferenze.
I loro grandi occhi osservano con il rispetto e la devozione di chi sogna un giorno di sentire scivolare tra le sue mani la grande ruota.
Oggi, per tutti loro, solo polvere di legno sospesa nell’aria
polvere respirata,
polvere insinuata nella pelle.
Occhi gonfi e colpi di tosse che rimbombano come macigni.
Volteggiano da una fincata all’altra, salgono così in alto da sparire nel blu.
Le loro ombre si riflettono sulle fiancate proiettando figure immaginarie di capitani d’alto mare.
Said pennella linee di colore seguendo le forme ondulate della chiglia. Onde.
La sua mano muove il pennello ma la sua mente è sempre in mezzo al mare. Naviga.
I suoi occhi sono quelli di un sognatore di navi. Sogna capitano sogna.

BACKSTAGE

cantiere Safaga EGITTO

il cantiere di Safaga nelle fredde e luminose giornate d’inverno pullula di gusci sventrati. Ognuno di loro ha navigato per miglia e miglia e oggi finalmente può riposare e rifarsi il trucco. Guardarle in questa condizione mai e poi mai si potrebbe immaginare che dopo qualche giorno siano pronte a prendere il mare. Squadre di ragazzi sospesi in aria volteggiano intorno allo scheletro della barca per ridargli il lustro che merita. Chi non è mai entrato in un cantiere di questo genere non potrà neanche lontanamente immaginare le condizioni in cui lavorano questi ragazzi.

 

Category
Streetstories