HISTORY

vite riflesse

Le figure dell’uomo si materializzano sullo specchio d’acqua salata.
Mitigano le fatiche, addolciscono gli sforzi; raccontano storie vicine alle favole di uomini che compaiono e poi scompaiono riflettendosi su quel sottile strato d’acqua che sta tra il paradiso e l’inferno, tra il dolce e il salato, tra il piacere e la sofferenza.
Tra chi osserva e chi lavora. Tra chi transita e chi rimane.
Tra la magia di un istante e un tempo che non passa mai.
Tra la certezza e l’incertezza. Tra il sogno e la realtà.
L’uomo capovolto compare e poi scompare come un incantesimo, ma lui sa bene che lo specchio salato delle vite capovolte è solo il gioco della fantasia di chi sogna e crede ancora nelle favole.
I suoi piedi sono ben saldi sotto cumuli di sale e per lui non esisterà mai la favola del gioco degli specchi.

BACKSTAGE

salina Afrera in Dancalia

Le figure degli uomini che si riflettono sull’acqua sono un bel soggetto da fotografare. Li seguo mentre trasportano carriole colme di sale. Mi accorgo che il riflesso perfetto si trova soltanto in una zona della salina. Grazie alla luce del mattino lo strato d’acqua fa l’effetto dello specchio e questi uomini che faticano sotto il sole bollente, accecati dai riflessi, con i piedi immersi nell’acqua salata, sembrano improvvisamente mitigare i loro sforzi grazie alle figure specchiate ma è solo il gioco della nostra fantasia e dell’immaginazione che ci fa pensare a questo. Noi siamo di passaggio e osserviamo con gli occhi di chi può permettersi di fantasticare.

Category
Streetstories